Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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FISCHIETTI E SANT’ANTONIO ABATE. VIDEO II PARTE

Museo_fischietto


Praticamente questo filmato è una full immersion nei colorati, caratteristici, fischietti esposti nel museo allocato in palazzo San Domenico, dove tra l’altro si è svolta -dal 16 al 17 gennaio- la votazione popolare del Concorso Nazionale del Fischietto in Terracotta Città di Rutigliano.

Sono centinaia, forse migliaia i pezzi accumulati in ventidue anni di partecipazione alle varie edizioni del concorso di scuole, artisti, artigiani e hobbisti e che sono ormai patrimonio della città.
Alla fine del video alcune immagini della chiesetta di Sant’Antonio Abate presa d’assalto dai visitatori.

La fiera del Fischietto in terracotta di Rutigliano da anni omai non è più una semplice manifestazione di folklore locale. E’, anzi, diventata un evento importante di richiamo provinciale e regionale. Dargli un respiro nazionale e, perchè no, internazionale è la sfida a cui sono chiamati gli artigiani e gli artisti locali in primis, senza trascurare il ruolo fondamentale che il l’ente comunale gioca in questa sfida per quel che riguarda la valorizzazione e la promozione del prodotto figulo.

Bisogna pensare in grande, trattare il fischietto in terracotta e tutto il suo indotto come una grande risorsa economica che ha tutte le carte in regola per uscire dagli stretti confini locali, se si vuole garantire non solo la mera sopravvivenza, ma il rilancio e la crescita di questa attività.

“Ebbene io amo molto la provincia e i suoi paesi, ma guai a diventare Bianca_Tragniper questo provinciali o peggio campanilisti. Cioè a chiudersi nella grettezza del pro prio piccolo guscio. Per cui, mentre faccio qui l’elogio dei fischietti di Rutigliano, esorto i rutiglianesi ad uscire «extra moenia», cioè fuori le mura del loro borgo natio, per creare una grossa alleanza culturale-produttiva-commerciale con gli altri centri pugliesi di produzione del fischietto in terracotta (Ruffano, Grottaglie, Gravina, Ostuni, Lecce ecc.). Questo proprio per dare un grande futuro a questo scampolo di cultura nostra, che è anche lavoro e reddito per i nostri maestri artigiani”.
Questo scriveva Bianca Tragni nel lontano 1989 in un interessante libro commissionato dal comune di Rutigliano e dalla Regione Puglia dal titolo “La festa di Sant’Antonio Abate e i Fischietti in terracotta di Rutigliano” (Edizioni Sud).

Non ci si può, dunque, accontentare del sol o mercato locale “perché ben presto un tal mercato arriverebbe a saturazione” continua la Tragni  (operatrice culturale, giornalista, scrittrice, già docente di Storia e Filosofia).

“Per il 2000 -aggiunge- bisogna pensare ai grandi mercati internazionali cui già ci si è affacciati attraverso le fiere campionarie (Bari, Firenze). Mi riferisco soprattutto agli USA e al Giappone (...)". "Di qui nasce la mia proposta di creare grosse alleanze intorno ad un solo oggetto, in questo caso il fischietto in terracotta, che può essere assunto quasi come il biglietto da visita per l’artigianato ceramico pugliese, che poi può avere tutte le varianti richieste dalla fantasia del singolo figulo e della singola bottega. Un’alleanza per la quale è determinante l’apporto della cultura che deve saper esportare, insieme alla terracotta, le idee, i valori, i significati di una civiltà di cui noi andiamo fieri, ma che nessuno conosce al di fuori delle nostre brevi cerchie murarie di meridionali”.

“Bisogna però che tutti insieme si sappia produrre, graduare i prezzi per i diversi acquirenti grossisti, imballare la merce (arrivano a New York e vengono respinte intere casse di ceramica italiana sbrecciata, semirotta, malridotta); bisogna sapere usare le lettere di credito, bisogna sapere effettuare spedizioni all’estero ecc. Tutto questo lo possono fare sì i privati, associandosi magari (i rutiglianesi, ne sono convinta, ne sarebbero capacissimi). Ma meglio se lo facessero gli enti locali, sotto l’egida della Regione (Centri culturali), proprio per il valore culturale, per il contenuto di civiltà pugliese che questi oggetti portano con sé. Quindi bene fa il Comune di Rutigliano a promuovere il fischietto e la sua cultura, ma bisogna dare un seguito a tutto questo”.

“Questa è la mia modesta proposta, il mio sincero augurio per i fischietti di Rutigliano”, così conclude il suo intervento su quel libro Bianca Tragni. Da allora sono passato dieci anni e il fischietto continua ad essere ancora un fenomeno culturale ed economico prevalentemente locale o al massimo provinciale.

Magari la grande commercializzazione descritta dalla studiosa potrebbe far perdere  al fischietto quel grezzo sapore di tradizione popolare che tanto piace agli amatori. Ma è ora che si cominci a ragionare in quell’ottica, stando attenti certo a non snaturare l’originalità di questo antico oggetto in terracotta nato per dare un momento di svago e piacere ai figli dei contadini di un tempo.


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