Domenica 19 Settembre 2021
   
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REHARDWAREING: IL TUO VECCHIO PC VALE MOLTO DI PIU'

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Rehardwareing Soc. Coop a R. L. nasce nel luglio del 2009 grazie al bando regionale Principi Attivi vinto con il progetto "Opening  Sources". Scopo della cooperativa è la diffusione della cultura open source e la lotta al digital divide mediante il recupero, il ripristino funzionale e il riutilizzo di computer in disuso. Al momento il processo di raccolta procede speditamente grazie al contributo del Comune di Rutigliano e di alcune ditte che hanno fornito i propri computer dismessi. In un secondo momento i computer verranno forniti alle associazioni e agli enti che ne faranno richiesta, in maniera totalmente gratuita.

L'e-waste (rifiuti di apparecchiature elettroniche) è costituito da tutti quei componenti elettronici e informatici quali monitor, notebook, hard disk, case e tutti i prodotti tecnologici che per i motivi più disparati vengono messi da parte, sostituiti o buttati.

Spesso accade, però, che questi rifiuti vengano destinati a “normali” discariche o peggio ancora abbandonati: l'e-waste rappresenta quindi un sempre maggiore pericolo per l'ambiente per via della plastica, del silicio, del mercurio, del piombo e degli altri metalli pesanti presenti nei circuiti e nei monitor dei computer che finiscono per inquinare l'acqua, l'aria e la terra.

Ogni anno ciascun abitante del pianeta produce in media 20Kg di e-waste, per un totale che varia tra i 20 e i 50 milioni di tonnellate.I riuti elettronici vanno bonificati e poi smantellati per il recupero e riciclo dei materiali. Anche in Italia sono state progressivamente approvate delle norme (in particolare il DL 151/2005 e il DM 185/2007) con le quali è stata introdotta una sorta di “responsabilità del produttore” che deve occuparsi non solo della produzione, ma anche dello smaltimento dei dispositivi elettronici.

In Italia, secondo le stime dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) viene attualmente recuperato meno di un computer desktop ogni venti abitanti. nella maggior parte dei casi il materiale tecnologico scartato, soprattutto informatico, NON E' DA BUTTARE. La parola chiave quindi è: RIUTILIZZARE. I componenti hanno la possibilità di continuare a funzionare nel 50-80% dei casi a seconda della tipologia di hardware considerato e ad essere perfettamente ecienti per gli utilizzi più comuni dell'utente medio: applicazioni oce, navigazione internet, multimedia.

ReHardWareing, nell'ambito del progetto “OPENING SOURCES”, intende recuperare i computer dismessi e promuoverne il REIMPIEGO dopo una fase di test, di ripristino funzionale e di aggiornamento degli stessi.

Perchè affidare l'e-waste a ReHardWareing?

Principalmente per un fattore economico: le ditte di smaltimento vanno pagate per ritirare i componenti obsoleti che andranno poi bonicati, smantellati e riciclati, mentre il ritiro da parte di ReHardWareing che destina i componenti al REIMPIEGO avverrebbe in maniera totalmente gratuita.

In secondo luogo per un fattore sociale: i PC che ReHardWareing assembla con componenti riutilizzate, avendo costi di produzione ridotti alla sola manutenzione tecnica, sono destinati in primis a coloro che non possono permettersi costosi computer di ultima generazione e che per questo motivo restano fuori dal mondo dell'informatica, dall'informazione autonoma e dalla democrazia partecipata garantita dal World Wide Web.


ReHardwareIng soc. Coop. a R. L.
C.F./P.I. 06931930728
Sede legale: Via Paolo Borsellino 22/p 70018 Rutigliano (BA)
Tel. 0809671777
www.rehardwareing.com


 

Commenti  

 
#8 idrossidodisodio 2010-02-03 00:15
Be', grazie per la risposta. So che siete abbastanza ferrati sull'argomento, ma mi permetto di postarvi due link, non si sa mai.... [censored]technosec.it/it/home/ (è un'azienda di bari: molto interessante sia il progetto TRIciclo che la tecnologia FLOSS)
dee.poliba.it/dee-web/marinoweb/home.html (parallel computing, nel caso il cluster doveste realizzarlo davvero ;-))
 
 
#7 ReHardWareIng 2010-02-02 21:47
Vorrei rispondere ai questi che sono stati posti e chiarire un po' di punti magari non proprio evidenti per i non addetti ai lavori
1) @menico: puoi portare i computer che devi dismettere presso la nostra sede operativa, in via C. Collodi 33.
In generale preferiamo sempre recarci noi presso i privati e le ditte che devono disfarsi del materiale perchè non siamo degli "operatori ecologici", ma cerchiamo piuttosto di recuperare quel materiale che è ancora dotato di un valore residuo, e lo facciamo mediante una valutazione che avviene durante sopralluogo GRATUITO presso gli interessati.
Per capirci: se un monitor è rotto non lo ritiriamo, mentre se un computer è vecchio, in disuso, ma funzionante e non troppo obsoleto va bene per i nostri propositi e lo prendiamo. Per i componenti elettrici o elettronici che sono ormai rifiuti dovete rivolgervi presso il municipio e vi verrà indicato dove smaltirli secondo le normative vigenti.

2) @idrossidodisodio: due di noi, chi ci conosce lo saprà, sono "a stretto contatto" con la facoltà di fisica, le collaborazioni e le idee sono benvenute, ma la fattibilità di una simile infrastruttura è al momento limitata, per via di problemi di natura logistica (un cluster è composto di un enorme numero di computer, al momento non avremmo nemmeno volendo lo spazio a disposizione per depositarli, vieni a trovarci e fatti un'idea) e tecnica (soprattutto per quanto riguarda la banda passante, al momento, che io sappia, Rutigliano non è coperta dalla banda larga, e le velocità di upload è piuttosto limitata).
L'idea di un cluster è stata presa comunque in considerazione con entusiasmo da tutti noi, se avremo modo di crescere ci auguriamo di poterla realizzare.

Vi invitiamo a contattarci per un sopralluogo GRATUITO (scusate l'enfasi, ma a volte il timore che i tecnici chiedano soldi anche solo per un sopralluogo può frenare la curiosità) o anche solo per due chiacchiere circa il nostro progetto.
A presto.
 
 
#6 idrossidodisodio 2010-02-02 21:21
Scusate ragazzi, di tecnologia non me ne intendo affatto, ma vorrei comunque farvi una domanda: perchè non realizzare con i vecchi pc, un computer cluster per l'elaborazione di grosse quantità di dati (tipo ad esempio quelli generati da sistemi come ATLAS o ALICE o CSM, volendo pensare in grande)? Il dipartimento di fisica dell'università degli studi di bari, paga con un sacco di soldi una società di Roma, che provvede a fornire questo servizio. Una volta messo su, il sistema potrebbe essere alimentato da un impianto fotovoltaico. Certo, non sarebbe proprio una cosa semplice, soprattutto dal punto di vista tecnico, ma le compentenze da queste parti non mancano.
 
 
#5 menico 2010-02-02 21:14
ma dove si portano i pc? alla sede legale?
 
 
#4 ares 2010-02-02 21:01
impresa lodevole, spero il territorio (poco sensibile all'idea di ecologia e risparmio) risponda bene, intanto il comune ha contribuito e questo è da ammirare.
 
 
#3 un amico 2010-02-02 17:38
complimenti ragazzi!!!!!!!
 
 
#2 franco veramente 2010-02-02 16:35
mi piace questa notizia, bravi ragazzi finalmente una ventata positiva di novità....sono molto contento!continuate cosi cercherò di aiutarvi se posso
 
 
#1 futuromigliore 2010-02-02 16:30
Vorrei ricordare che PRINCIPI ATTIVI, fa parte del progetto Bollenti Spiriti che è stato portato avanti dal presidente della regione uscente NICHI VENDOLA!questo per evidenziare, come l' amministrazione Vendola abbia promosso le politiche giovanili oltre che a quelle ambientali!!
Finalmente a Rutigliano c'è un sito dove poter portare i rifiuti elettronici, visto che il sito che era presente gli anni scorsi su via Noicattaro è stato chiuso ingiustificatamente!
 

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