
Mercoledì 10 marzo presso Palazzo San Domenico si è tenuto l’ultimo appuntamento di un breve ciclo di eventi, che l’Assessore alle Pari Opportunità Angela Redavid ha organizzato con la collaborazione della Dott.ssa Paola Boracci. Obiettivo degli incontri è stato quello di far conoscere la figura femminile attraverso diversi aspetti e canali.
Gli appuntamenti hanno preso come pretesto la “Giornata Internazionale della Donna” per regalare a Rutigliano momenti dedicati all’arte e al confronto.
La scelta della Chiesa Madre e della Sala Lettura della Biblioteca Comunale come ambientazione delle due serate, non è stata casuale. L’intenzione era riuscire a rendere attivi dei luoghi in cui solitamente non si fa cultura, ma che possono diventare contenitori importanti ed alternativi, soprattutto in un paese come Rutigliano in cui scarseggiano o vengono chiusi fino a data da destinarsi.
Il primo appuntamento intitolato”Icone muliebri – tra realtà e rappresentazione: la figura femminile nell’arte” si è svolto lunedì 8 Marzo in Chiesa Madre. Dopo la messa solenne celebrata da Don Felice di Palma dedicata come ogni anno in questa data alle donne, il soprano Antonella Apollonio, la violinista Emanuela Romanizzi e la pianista Pannacciulli Claudia, hanno curato due momenti musicali interpretando ”Ave Maria” di Caccini e “
Alla serata era presente anche
Il secondo appuntamento dal titolo “Né Sante, né streghe” si è svolto presso Palazzo San Domenico in un’atmosfera più informale. Cinque donne (l’Assessore alle Pari Opportunità Angela Redavid, l’antropologa Paola Boracci, la prof.ssa Maria Zaccaro, la giornalista e scrittrice Manila Benedetto e l’esperta in New Media Marileda Maggi), hanno vivacizzato con i loro racconti e le loro storie un virtuale salotto di fronte ad un pubblico numeroso ed attento.
Le ospiti hanno discusso sul rapporto uomo-donna e sul ruolo della donna oggi nella società, soffermandosi in particolar modo sull’immagine della figura femminile restituita dai mass-media. L’argomento ha inaspettatamente accesso un interessante e vivace dibattito che ha coinvolto il pubblico, che è intervenuto (come nella migliore tradizione dei talk show) interagendo con le ospiti presenti.
La serata ha dato spunti di riflessione ed è ha creato un momento di scambio, sempre auspicabile e necessario per poter porre le basi per futuri incontri e per contribuire alla diffusione della conoscenza di realtà e punti di vista differenti.
L’evento si è concluso con la messa in scena per la regia di Lino De Venuto de “Il Bell’indifferente” monologo scritto dal leader del movimento surrealista, figura emblematica del dandy degli anni Venti Jean Cocteau. In scena nel ruolo della protagonista, che fu nella prima rappresentazione della cantante francese Edith Piaf, l’attrice Cristina Angiuli, mentre nel ruolo del “bell’indifferente” l’attore Lino Latorre.
A far da cornice all’incontro c’erano le creazioni in terracotta di Patrizia Campasso de “
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Commenti
non sono interessata a certi tipi di provocazione. Non posso spiegarti ogni punto e virgola della mia conversazione perchè probabile non sia neanche in grado di farlo... Sei intelligente e quindi avrai sicuramente colto il mio pensiero.
Continua pure con tue forme di rispetto perchè sei sicuramente sulla giusta strada!
Con affetto.
Teta
scritto da Teta, 22 marzo 2010 alle ore 13:19:30
Il fatto è che bisogna rispettare anche chi della Chiesa condivide tutto.
poi:
scritto da Teta, 23 marzo 2010 alle ore 14:46:37
.... Anch'io non sono proprio d'accordo con certe scelte della Chiesa
dici tutto e non dici niente .... non si riesce ad intavolare un discoscorso con una persona che cambia idea dall'oggi al domani .... per questo dico che non ti capisco! .... fine conversazione.
p.s.: se "pretendi" è dittatura! al massimo "vorresti" o "sarebbe opportuno" o ancora "ti sarebbe piaciuto", le parole sono importanti! poi: ...... ma non "l'ha" (!?!?!?!?!?!?!?) offendo.
saluti
Nella mia vita e nel mio lavoro il rispetto è la prima cosa.
Ho sempre cercato di parlare in questo contesto in modo corretto anche quando qualcuno (che addirittura fu bannato dalla Redazione) mi attaccò in modo molto molto pesante. Hai portato l'esempio del mio pensiero in agricoltura.... e allora? Qual'è il problema? Perseguo un tipo di agricoltura che è qualcosa che evidentemente non conosci se mi attacchi sul quel piano (e non è un'offesa ma un dato di fatto) e a quanto pare non sei neanche molto cattolico o timorato di Dio.
Anche tu sei qui a difendere le tue idee; mi va bene, le leggo ma non le condivido. Anch'io non sono proprio d'accordo con certe scelte della Chiesa... ma non l'ha offendo. Anche la Chiesa è fatta di uomini che possono sbagliare.
Quali tesi vorresti che portassi a prova del mio modo di pensare? Non sono qui a farmi analizzare la vita o la coscienza dagl' altri perchè a quello ci penso da me ogni sera prima di addormentarmi...
Un saluto cordiale.
Teta
il problema non è Aldo Busi o altri in televisione che esprimono le proprie idee (ben vengano) ma la volgarità con cui lo fanno. Non amo assolutamente quel tipo di comunicazione e non devo star lì ogni volta a fare lo zapping con il telecomando per evitare alle mie orecchie quel tipo di torpiloquio e la televione che io pago deve garatirmi questo.
Si può parlare ed essere anche più efficaci senza bisogno di scendere in certi bassi modi d'espressione.
Chi condivide e crede cecamente in una religione o un credo politico deve avere diritto di non sentirsi offendere quotidianamente da chi si fa forte del diritto di espressione delle proprie idee.
Sgarbi ha un potere politico alle spalle che lo sorregge e protegge, e questo già lo "scherma" adeguatamente da tutti gli attacchi che rivolge.
Affianco a questo, lui è un fine contestatore, cioè sa lanciare anche le granate, ma sa bene come lanciarle e comunque non oltrepassando mai la soglia della Santa Inquisizione quando sta in televisione.
Purtroppo Busi, invece, con la politica non ha niente a che fare, è fuori da questi meccanismi. Al massimo avrà Maurizio Costanzo dietro le spalle, ma che a livello politico può fare ben poco, tanto vero che è stato comunque cacciato dalla Rai (dove adesso c'è Maurizio Costanzo). Quindi, lui è uno che naviga in "mare aperto" e, come tale, può subire le angherie dei poteri forti che, al pari di chiunque altro, viene cacciato dalla Rai....
Mostra tutto
Il discorso vero, però, è che in questi ultimi anni ho notato che l'unico motivo che ha costituito ragione per essere cacciati dalle trasmissioni televisive è quando è stato nominata la Chiesa o il Papa in prima persona.
Io credo che in questi casi, nememno il potere politico può fare molto rispetto al potere della Chiesa.
Chi si confronta apertamente con il Papa... sa bene che si trova in "mare aperto" dove non ci sono scogli a cui aggrapparsi se inizi ad affondare.
Ed una persona come Busi, non poteva assolutamente non sapere che dicendo al Papa che era un "omofobo.. dietro il quale poteva anche nascondersi un omosessuale"... SAPEVA BENE CHE stava firmando la sua espulsione dalla RAI.
E non ha perso l'occasione di fare questa denuncia, perchè era la sua grande occasione di farlo sul servizio pubblico.
Busi non è uno stupido. Sapeva bene ciò che stava facendo.
Perchè lui ha Mediaset che lo accoglierà sempre ;-). ciao
io pago il canone RAI come tutti e non accetto il fatto che in trasmissioni di intrattenimento proposte in quelle reti televisive da noi finanziate qualcuno si possa permettere di offendere la mia sensibilità. C'è un limite oltre il quale non si deve andare. Parolacce, insulti, doppi sensi, immagini scabrose dovrebbero non entrare senza preavviso in una casa attraverso i mezzi di comunicazione senza che chi in quel momento è intento alla visione/ascolto venga avvertito. Io voglio poter scegliere se assistere/ascoltare determinati discorsi e situazioni, voglio poter scegliere se vivere con i paraocchi o aprirmi a orizzonti sconosciuti. Quel tipo di comunicazione è una forma di violenza anche se chi l'ha esercita è un grande e stimato scrittore come Aldo Busi.
Trovo quindi giusta decisione della RAI di "censurare" e dovrebbero farlo anche le altre reti con determinate trasmissioni veramente da immondizia che ormai non hanno neanche più rispetto della fascia protetta pomeridiana per i nostri bambini.
ho espresso una mia opinione forse eterodossa o semplicemente diversa dalla tua.
non la dovresti censurare o demonizzare.
vedi che però ho ragione? nei luoghi che tu frequenti si è abituati a seguire fedelmente l'opionione di un solo Testo e l'interpretazione delle cose in un solo verso? altre opinioni o modi di pensare o di fare vi mandato il cervello in tilt?
comunque amici come prima, non farne una questione personale.
buona notte Gennaro.
cara Teresa Leone, ha mai sentito parlare di Medioevo e Scolastica, chissà perchè 'scolastica'!?! vabbè, cmq, nel Medioevo la Chiesa nn prestava i propri spazi per un teatro 'laico'. nn veniva mai usata la chiesa come spazio scenico, ma stanze o luoghi all'aperto di edifici ecclesiastici. inoltre, tale teatro aveva un fine pedagogico complementare all'annuncio della Parola (così come è accaduto poi per la musica). all'inizio del Medioevo la rappresentazione era per lo più mimica perchè il presbitero commentava le scene evangeliche. tali scene erano una sorta di alternativa ai dipinti. questo insegnamento era prettamante confessionale! e la Chiesa oggi continua ad offrire spazi e luoghi per un insegnamento confessionale ma è anche attenta ad un insegnamento culturale, ragione per la quale l'insegnamento della religione cattolica resterà nella scuola pubblica!