Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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ESEMPI DI UNA STORIA CHE NON HA INSEGNATO ABBASTANZA

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Presentata a Rutigliano la nuova fatica di Idelfonso Falcones.

La guerra tra religioni è un argomento attuale e se questa fa da cornice in un romanzo ambientato nel passato, l'argomento allora può dirsi familiare, perché in certe cose l'umanità fatica a cambiare. Il romanzo storico “La mano di Fatima” del scrittore e avvocato spagnolo Idelfonso Falcones, presentato qualche giorno fa nella struttura agrituristica Lama San Giorgio a Rutigliano, è stato occasione di riflessione sul tema. L'autore è al suo secondo successo: già autore de “La cattedrale sul mare”, ha venduto 500.000 copie nel primo mese.

Registriamo la presenza al'evento dell'autore, che ha scelto la Puglia come prima in Italia, nonché dello scrittore e giornalista Francesco Marrocco, della prof.ssa Rosella Santoro (in veste di coordinatrice) e delle musiche alla fisarmonica di Vincenzo Abbracciante. All'apertura la voce del sindaco di Cellamare Michele Laporta, che ha scelto la location rutiglianese come prestigiosa sede d'incontro e che ha sottolineato la correlazione fra il Santo patrono Amatore e la Spagna meridionale, ossia quella medesima Andalusia del racconto di Falcones.

Il protagonista principale Hernando può dirsi l'incarnato del conflitto fra cristiani e musulmani nel 1500 spagnolo. Figlio di una morisca (appellativo femminile di credente musulmano in terra spagnola) e di un prete cattolico che l'ha violentata, Hernando porta nei suoi tratti somatici i segni dell'incrocio tra le due ideologie, l'uno nei suoi occhi azzurri da occidentale e l'altro nelle sue fattezze da moro. Hernando trova nel mestiere di scudiero di corte la chiave d'ingresso per una possibilità di tolleranza, che si farà a sua volta carne nell'incontro con Fatima. Tuttavia sui dettagli della finzione è meglio lasciare i punti di sospensione.

La coordinatrice dell'evento Rossella Santoro lo descrive come un racconto in cui il lettore non viene mai abbandonato ai suoi pensieri, bensì sospeso nel ritmo fino alla conclusione. Arricchito della sua esperienza in Spagna, Michele Laporta pone l'accento sul come l'autore abbia intrecciato amabilmente la storia reale con la finzione, tanto da non permettere al lettore di riuscire a distinguere l'una dall'altra. Quest'opera affascina sin dalla sua presentazione e ciò sembra già un buon motivo per accostarsi alla lettura.

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