Venerdì 16 Novembre 2018
   
Text Size

Talenti internazionali a Rutigliano: Veronica Vitale e il M° Cipriani

Veronica Vitale


La cantautrice si racconta ai nostri microfoni aspettando giugno 2016

In pochi ne sono a conoscenza ma Rutigliano ha avuto il piacere di ospitare, nella giornata del 25 febbraio, un’artista dal calibro internazionale: Veronica Vitale.

La cantautrice - nota ai più per il brano "Hangover", una denuncia provocatoria contro l'abuso di alcol da parte dei giovani - ha potuto riempirsi gli occhi delle splendide suggestioni che offre il nostro paese e di ‘studiare il palco’, in vista di una esclusiva esibizione rutiglianese in programma per il prossimo giugno. Abbiamo incontrato l’artista per farci raccontare in esclusiva in cosa consiste questa performace e quali sorprese attendono le orecchie dei rutiglianesi.

È stata scelta dal M° Stelvio Cipriani come voce solista di “Anonimo Romano”, in cosa consiste questa opera?
“È un progetto nato nel 2014 e consiste nel portare in teatro la vita del maestro Cipriani in una forma molto semplice: Maestro, pianoforte e voce. Molto semplice, essenziale. Il maestro Cipriani, però, abbatte la quarta parete. Avrete presente un tipico concerto per pianoforte. Il pianista non si alza mai per colloquiare con il pubblico, Stelvio Cipriani invece colloquia con la gente, racconta loro la storia in modo che il pubblico possa essere parte integrante della sua vita. Lui mi ha scelta come voce solista per “Anonimo Veneziano”, mentre sono diventata produttore esecutivo per il documentario sulla vita del maestro Cipriani. Le riprese dovrebbero partire questa estate”.

Anonimo Veneziano o Anonimo Romano?
“Anonimo Romano è il format. La vita del maestro che è nato a Roma. Nel tempo, grazie al fatto che la vita è un insieme di coincidenze e circostanze, è diventato Anonimo Veneziano, con tanto di Nastro d’argento a Venezia e molti altri premi”.

Veronica Vitale

Leggiamo che, sempre nel 2014, è iniziato un progetto mondiale per il Vaticano ideato da un parente di Madre Teresa di Calcutta.
“Gjon Kolndrekaj, il cugino di Madre Teresa di Calcutta, ha avuto il compito direttamente da Papa Francesco di trovare un modo più moderno per poter raccontare l’evangelizzazione. È stato chiesto di raccontare la storia della catechesi tramite immagini particolari. È qualcosa di straordinario. Ad esempio, per raccontare della comunione hanno girato un filmato in orfanotrofio mentre i bambini mangiano il pane. Presto verrà pubblicato un DVD contenente questo lavoro”.

Lei è un’artista internazionale. Cosa ci fa a Rutigliano?
“In realtà ci sono già stata nel 2011. In quell’anno sono stata selezionata per il progetto Song for Japan come unica artista italiana coinvolta, al fianco di Lady Gaga, Eminem ed altri cantanti. In questo contesto ho curato il mio brano “Il Cielo”. Ho girato il videoclip di questa canzone proprio in Puglia tra Torre Guaceto, Ceglie, Castellana Grotte ed altre location”.

Quindi è stata una turista di passaggio a Rutigliano?
“E ci tornerei molte altre volte. Avete un paesaggio mozzafiato con dei tramonti splendidi. Ed un silenzio particolare, non da solitudine ma un silenzio di pace”.

Leggendo la sua biografia nasce spontanea la citazione “Nessuno è profeta in patria”.
“Provengo da un paese che si chiama Boscoreale. Quando ho lanciato il mio album, nel mio paese nessuno ha saputo niente e continua a non sapere niente (e considera che mio zio oggi è sindaco). Spesso, soprattutto nei piccoli borghi, è sempre costante il chiacchiericcio, il pettegolezzo che arriva a smontare ciò che si vuol fare di bene nel proprio paese. Invece ad Honolulu, un sacco di turisti giapponesi e coreani mi hanno riconosciuta e ringraziata per Song for Japan. Sono rimasta senza parole in quell’occasione. Sono stata riconosciuta solo dall’altra parte del mondo”.

Sempre scorrendo la sua biografia apprendiamo che è plurilaureata. Perché seguire la scelta artistica?
“Amo la cultura. Ho sete di cultura, avrei potuto continuare a specializzarmi ma non c’è più tempo. La musica, invece, è una scelta di vita necessaria. Non sarei nessuno e niente senza la musica. È stato un dono di Dio che mi ha salvato quando avevo 11 anni. Dio mi ha dato il dono di poter parlare una lingua universale. Ad 11 anni ho subito 4 tentativi di rapimento, nessuno mi credeva e per questo ho subito bullismo e ho smesso completamente di parlare. Mi è rimasto solamente il pianoforte. Credo che il dolore ci proietti su di un binario privilegiato verso la comunicazione con Dio, così gli ho chiesto un modo per poter parlare con gli altri ed ho iniziato a comporre. Due o tre anni dopo, un maestro mi ascoltò e mi chiese un brano da poter eseguire durante il suo esame in conservatorio. Per questo dico che la musica è per me una strada necessaria. Io mi sono affidata a Dio e Lui mi ha disegnato la strada davanti”.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI