
Ieri al TAR Puglia si è tenuta l’udienza sul ricorso elettorale presentato da Vittorio Berarbi un anno e mezzo fa.
Ricordiamo che questo ricorso, in un primo momento, è stato dichiarato inammissibile dallo stesso TAR. Berardi ha poi impugnato in appello questa decisione e il Consiglio di Stato -il 26 maggio scorso- gli ha dato ragione sentenziando l’ammissibilità del suo ricorso e costringendo il TAR a discuterlo nel merito. E questo è successo.
Ieri mattina l’udienza si è aperta con un “colpo di scena”: il giudice informa le parti che Nicola Giampaolo aveva depositato una lettera di ricusazione di un componente del collegio giudicante. Si tratta della dott.ssa Rosalba Giansante, aveva fatto parte del collegio che l’anno scorso ha rigettato il ricorso per inammissibilità, situazione generalmente vissuta dalle parti ricorrenti come una sorta di incompatibilità. E’ la Terza Sezione del TAR che sta discutendo il ricorso, il cui collegio è composto -oltre che dalla dott.ssa Giansante, che ne è relatore- anche dai giudici Pietro Morea, presidente, e Antonio Pasca, componente.
Nonostante l’istanza di ricusazione, il collegio ha comunque discusso nel merito il ricorso, dando la parola alle parti.
L’avvocato di Berardi, Franco Gagliardi La Gala, ha fatto notare che il Consiglio di Stato si è, in qualche modo, già espresso sul nodo centrale del ricorso che è la questione del simbolo della lista “Progresso” copiato, insieme allo stesso nome, da quello del movimento politico fondato da Berardi e altre persone negli anni settanta, quindi un simbolo già utilizzato in altre competizioni elettorali.
La decisione dei giudici di appello, in effetti, è abbastanza chiara in merito. “L’appellante -scrivono i cinque giudici romani- espone poi che il reclamo da lui presentato alla IX Sottocommissione elettorale circondariale di Rutigliano, ai fini del riesame della determinazione di ammissione di tale lista (“Progresso” di Nicola Giampaolo, n. d. r.), fu respinto con verbale n. 68 del 10/5/2009, avendo la Sottocommissione ritenuto che il criterio da usare per decidere l’ammissione tra due contrassegni identici o facilmente confondibili tra di loro, era quello della priorità temporale della presentazione riferita esclusivamente al procedimento elettorale in corso, trascurando la circostanza che, nella specie, ricorreva la diversa ipotesi di contrassegni ‘notoriamente usati da altri partiti o raggruppamenti politici’, nel qual caso non vale più il criterio temporale”.
Nel caso specifico -secondo il Consiglio di Stato- quella Sottocommissione elettorale avrebbe dovuto vagliare il reclamo di Berardi sulla base della identicità dei simboli e non su chi l’avesse presentato prima. E’ logico pensare che se si fosse ragionato in questi termini, il reclamo di Berardi sarebbe stato accolto e la lista “Progresso” esclusa dalla competizione elettorale. In questo caso, ovviamente, nessuna sa come le elezioni sarebbero andate.
Sembra che aver evocato, ieri in udienza, il ragionamento sulla base del quale il Consiglio di stato ha reso ammissibile il ricorso di Berardi, abbia fatto irritare alquanto l’avv. Gennaro Notarnicola, difensore del comune.
I tre giudici del TAR, alla fine dell’udienza, si sono riservati di far sapere lunedì prossimo la loro decisione, che potrebbe essere di due tipi. Il collegio potrebbe decidere di accogliere l’istanza di ricusazione fatta da Giampaolo, in questo caso si nomina un nuovo giudice in sostituzione di quello “incompatibile” e si rinvia il tutto a una nuova udienza da tenersi, presumibilmente, a gennaio prossimo o giù di lì. Oppure potrebbe respingere l’istanza ed esprimersi già nel merito con una sentenza.
Di certo c’è solo una cosa. Nel caso di una sentenza, qualsiasi essa sia, la parte che soccombe ha tutto l’interesse ad impugnarla in appello. A questo punto sarà di nuovo il Consiglio di Stato a trattare la vicenda, a dire -in via definitiva- chi ha ragione e chi ha torto.
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Sono stato un vostro "avo" di quella squadriglia. Ottim... - Sono arrivati gli album d...
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ei..ma è vera la storia della villa sequestrata in via ...
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Commenti
Vedasi TAR Bari
Sentenza pubblicata
Ho notato il tuo commento sin da ieri. Se avessi pubblicato l'intera sentenza il post lo avremmo approvato.
Questa mattina siamo riusciti ad avere la sentenza nelle mani, sentenza che è sfavorevole a Berardi.
La sentenza non è ancora pubblica, sul sito del TAR non è stata ancora caricata, ce l'hanno nelle mani solo le parti.
Il tempo di farne la scansione (si tratta di 18 pagine) e la pubblicheremo integralmente con le dichiarazioni che stamattina abbiamo colto sia di Vittorio Berardi che del sindaco e del presidente del consiglio comunale.
Riteniamo che pubblicare la notizia in questo modo sia fare informazione corretta, ciò che non sarebbe stato pubblicando solo la parte finale della sentenza e anche in un post di un anonimo, senza approfondimento.
ma perchè non avete pubblicato il mio post di ieri sera alle 21.30 circa.
Quello che ho pubblicato, era già "pubblica" da ieri mattina.
Non riesco a spiegare questa imparzialità nel fornire le informazioni al lettore.
Qual'è allora il "Nuovo grande progetto editoriale"? Oscurare?
Poveri noi.
Altro che "taglio del contenzioso", quando si è per primi ad alimentarlo.
La politica è il primo killer della democrazia e dei "veri" interessi dei cittadini.
VIA TUTTI. NON NE POSSO +++++++++++.
Comunque Romagno arriverà a fine mandato e poi si avrà la sentenza (favorevole a Berardi).