Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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COSA È SUCCESSO IERI, COSA FAREMO DOMANI

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Ciò che è accaduto ieri, presso la sede dell’Assessorato Regionale ai Lavori Pubblici, è davvero importante.

La protesta rutiglianese ha sortito i suoi effetti, considerando che l’Assessore Amati ha, prima di tutto, dichiarato che l’unica vera ragione per cui quella conferenza di servizio si stava svolgendo, era per prendere atto della grave emergenza in corso nel nostro paese.

Dunque, se l’obiettivo era quello di richiamare l’attenzione, non si può dire che non sia stato raggiunto (e della protesta cittadina abbiamo già parlato).

Ma la situazione è molto più complessa e, per certi versi, ambigua. A parlarne sono intervenuti, durante l’assemblea cittadina di ieri, il portavoce del Comitato Pro Lama San Giorgio, Gianni Nicastro, e rappresentanti istituzionali, tra cui il Sindaco Roberto Romagno.

Numerosi, ma sempre troppo pochi, i cittadini partecipanti, chiamati ad esprimere la propria opinione e ad avanzare proposte concrete per sfruttare al massimo i quaranta giorni che sono stati concessi a noi e alla Provincia di Bari per portare sul tavolo della Regione e dell’AQP una proposta meritevole di considerazione.

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Come si è arrivati a questa “gentile concessione”?

 

A prendere la parola durante la conferenza di servizio, subito dopo Amati, è stato il nostro Sindaco, il quale ha illustrato l’attuale situazione della Lama San Giorgio e al quale è stata domandata una soluzione alternativa per lo sversamento delle acque reflue provenienti dal nascente depuratore di Casamassima.

La risposta immediata è stata quella di un collettore intercomunale che convogli le acque al mare e non comporti danni per la nostra lama (e quindi per la nostra storia, la nostra salute e la nostra economia), soprattutto in considerazione del fatto che anche il territorio di Noicattaro potrebbe essere gravemente compromesso dal punto di vista igienico- sanitario se il progetto in discussione fosse approvato.

Preso atto di tutto ciò, la Regione Puglia ha dovuto necessariamente assumere una posizione: non potendo ufficialmente sospendere i lavori dell’AQP, dato che in ballo ci sono circa centomila euro al giorno e che sussiste l’impegno con il Governo Centrale a risolvere l’emergenza dei nostri comuni, Amati ha affidato alla Provincia di Bari il compito e la responsabilità di redigere un nuovo progetto, ma ha, allo stesso tempo, richiesto il rilascio di una autorizzazione provvisoria allo scarico.

Cosa significa?

Significa che la Regione ci lancia una sfida e ci da un mese di tempo per dimostrare che siamo in grado di raccoglierla, ma significa anche che non può rinunciare a tutelarsi e deve comunque portare avanti il cantiere.

Ecco perché non possiamo abbassare la guardia e dobbiamo muoverci lungo due strade: da un lato occorre tallonare la Provincia perché faccia tutte le valutazioni tecniche del caso e si impegni tempestivamente a “sorprendere” la Regione con un nuovo accurato progetto; dall’altro è necessario investire sulla mobilitazione permanente, coinvolgere le scuole, le associazioni, sensibilizzare alla partecipazione e, ovviamente, informare i cittadini del grave rischio che stiamo ancora correndo.

Rutigliano sta vincendo delle battaglie. L’esito della guerra dipenderà da come si prepara l’armata durante questo mese. E sarà certamente un’armata forte e pacifica.

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