
I momenti di tensione, di scontro, sono ormai di rito in consiglio comunale. Lo schema è classico: la minoranza eccepisce, il presidente del consiglio -Matteo Colamussi- grida, si altera e, nella seduta di lunedì scorso, addirittura minaccia di “cacciarla” dall’aula.
«Intanto può dare il parere, per favore... che sono io che conduco...», dice a un certo punto -col piglio di chi comanda- il presidente rivolto all’ing. Andrea Lorusso, dell’ufficio tecnico comunale.
L’ingegnere è stato chiamato a dare, dal vivo, i suoi pareri su una serie di emendamenti allo schema delle opere pubbliche (2009-2011) proposti dalla maggioranza, emendamenti che andavano a correggere un cospicuo numero di errori, “refusi”, che l’atto in discussione conteneva.
Tra questi emendamenti, però, ce n’è stato uno alquanto importante e imprevisto, quello che ha inserito nel documento un’opera pubblica che non c’era: il parco urbano di via A. Moro. Il progetto preliminare di questa opera non era agli atti in discussione, i consiglieri di minoranza, anzi, questo progetto non lo conoscono neanche. Non è stato discusso in commissione consiliare e non poteva essere altrimenti: «la commissione non si è tenuta -riferisce l’opposizione in aula- perchè la maggioranza non si è presentata».
Qualche motivo, insomma, Vittorio Berardi e gli altri della minoranza ce l’avevano per fare un po’ di rumore: è quantomeno irrituale, se non proprio irregolare, aggiungere negli atti -all’ultimo momento- punti o elementi di cui il consiglio comunale, o una parte di esso, non è preventivamente messo a conoscenza.
L’opposizione, dunque, interrompe Lorusso e, immediata, parte la reazione del presidente
del consiglio: «Scusate... No, no!... Ragazzi, cioè colleghi, non va bene... cioè proprio non va bene per niente». L’opposizione insiste e il presidente perde le staffe: «Si ma non potete interrompere... altrimenti vi caccio! Oggi vi caccio! Perchè non potete avere questo atteggiamento...». Il clima si infervora e Colamussi va su tutte le furie: «...No, io vi espello!! Perchè non è questa la maniera di fare!... Questa non è la maniera di espletare il proprio ruolo!». «Prego -chiosa alla fine della sfuriata- un po’ di rispetto per tutti noi...».
Ora, la questione qui è abbastanza delicata. Il presidente del consiglio è una figura istituzionale, di garanzia dell’intero consiglio comunale, il suo ruolo non è condurre l’assemblea come un caporale di caserma. Il presidente del consiglio non può dire a ogni piè sospinto “qui comando io”, “io decido”, “io conduco” e cose di questo genere. Qualche ragione, ripeto, l’opposizione in quel momento ce l’aveva pure, e minacciare la cacciata dal consiglio non solo è stato un atto sgradevole in sé, ha tradito anche una arroganza non degna di quel ruolo.
Il presidente del consiglio deve dimostrare equilibrio, capacità di gestire anche momenti di particolare difficoltà, deve mediare l’eventuale confitto, non partecipare in modo attivo alla bagarre e, a volte, essere egli stesso motivo di tensione.
Vorrei assistere -e credo di interpretare il pensiero di molti cittadini- a consigli comunali in cui maggioranza e minoranza si confrontino, dibattano in modo deciso o polemico se si vuole, ma senza trascendere, tenendo alto il livello, senza gridare e -a volte- insultare anche. Vorrei assistere, insomma, a un consiglio comunale normale.
Ritornando al punto più importante trattato in quell'assise c’è da aggiungere che l’opposizione non lo ha approvato, ha espresso un voto decisamente contrario per tutta una serie di motivi. Quelli più significativi sono la mancanza di programmazione in un settore che, invece, la richiede in modo oculato. Lo schema delle opere pubbliche, denuncia infatti l’opposizione, è stato aggiornato cinque volte in cinque mesi; mancava il parere dell’ufficio di ragioneria per le variazioni di cifre che gli emendamenti avevano prodotto e, non meno importante, non c'era stata la discussione preventiva sul progetto preliminare del parco urbano di via A. Moro.
«L’opposizione di centrosinistra ha intrapreso una strada negativa nei confronti della progettazione di opere pubbliche» ha detto Mario Gaio per conto della maggioranza. «Abbiamo poc’anzi assistito al voto negativo dell’opposizione relativamente a opere che riguardano la salvaguardia idraulica di Rutigliano, il discorso del parco... Mi auguro -ha concluso Gaio- che la popolazione recepisca questi messaggi negativi di una certa parte».
Alla fine i punti discussi sono stati 4 su 7: lo schema delle opere pubbliche, due riconoscimenti di debiti fuori bilancio e l’assestamento di bilancio; tutti rigorosamente approvati dalla sola maggioranza.
I punti sull’isola ecologica di Gassi-Esposito, la mozione sulla trasparenza presentata dall’opposizione e la nomina del revisore dei conti, sostituto di quello dimissionario, sono stati rimandati al prossimo consiglio comunale sul quale domani -alle ore 12,00- la conferenza dei capigruppo si riunisce per decidere data e ordine del giorno.
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Commenti
Comunque al di là del carattere arrogante perso sia una persona molto preparata che certo non sfigura dell'ambiente politico.
Quindi dare del podesta' a questo signore o definirlo megalomane ecc...non e' offenderlo ma bensi' difendere chi non vuole essere trattato come un'essere insignificante,cosa molto di moda e tipica del governo Berlusconi e suoi adepti.
Quindi non vedo alcuna offesa nei confronti di questo signore ma solo esternazioni e pensieri di quello che penso verso il suo modo di comportare e minacciare,modo tipico di stampo nazional-socialismo o fascista.
Poi non so fate voi......cordiali saluti
Avete scritto
1)minaccia di “cacciarla” dall’aula.
2)altrimenti vi caccio! Oggi vi caccio!
3)Il presidente del consiglio è una figura istituzionale, di garanzia
4)il suo ruolo non è condurre l’assemblea come un caporale di caserma.
5) Il presidente del consiglio deve dimostrare equilibrio, capacità di gestire
Secondo voi questo non e' da dare in modo molto sottile del podesta' o altro a questo signore in quanto abusa prepotentemente del suo potere?
Credo che di lui sia solo in discussione i modi arroganti e non l'operato che mi sembra adeguato.
Ogni tanto arrivano commenti che siamo costretti a non pubblicare perchè contengono frasi o parole lesive nei confronti delle persone a cui ci si riferisce. Magari il commento nel suo insieme può risultare anche interessante, ma per quella parola, o quella frase, non può essere pubblicato.
Vi chiadiamo di aiutarci a gestire nel migiore dei modi il forum, a non costringerci a censurare parte dei commenti o a non pubblicarli affatto.
Vi ringrazioamo sin da ora per la collaborazione.
Colamussi da come lo conosco ha sempre avuto atteggiamenti da giudice supremo o da piccolo mussolini ,sicuramente si porta dietro qualche sofferenza psicologica .Il suo motto e' "chi non e' con me e' contro di me",quindi il ruolo di presidente a rappresentare un consiglio di paese secondo me e poco consone alla sua cultura del tipo Podesta'.
Colamussi penso sia un ironico un po' troppo spinto. Penso che alcune sue affermazioni siano state effettivamente fuori luogo, ma penso anche che se si permette di usare alcuni termini è perchè conosce ogniuno dei componenti del consiglio e sa fin dove si può spingere