Dei punti discussi e approvati all’ordine del giorno del consiglio comunale che si è tenuto ieri riferisco in un altro articolo. Qui mi soffermerò sulle cose, importanti e gravi allo stesso tempo, dette dal presidente del consiglio Matteo Colamussi in apertura della seduta. Si è trattato di un appello a tutti i consiglieri comunali, lui compreso.
Si inizia con lo stigmatizzare l’aggressione al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e su questo sono intervenuti, più o meno allo stesso modo, minoranza e maggioranza. Dopodichè il presidente parte con il suo appello.
"TERRORISMO" E PERSECUZIONE
«Non voglio fare polemica -ha detto- ma anche qui negli ultimi giorni abbiamo vissuto momenti di grande tensione che mi addolorano molto e credo che addolorino tutto il consiglio comunale».
«Non voglio fare polemica -ha detto- ma anche qui negli ultimi giorni abbiamo vissuto momenti di grande tensione che mi addolorano molto e credo che addolorino tutto il consiglio comunale».
«Il valore del rispetto lo invochiamo tutti, come anche quello della libertà, ma noi, e questo è l’appello che faccio a voi al di là dei fatti di Milano: non è più possibile gestire sedute di consiglio comunale, io non sono più disposto personalmente a ricoprire questo incarico fino a che il consiglio comunale, maggioranza e minoranza assumeranno comportamenti (che qualche volta ho definito maleducato, oggi rincaro la dose) da irresponsabili».
«Io signori -ha continuato il presidente- non ci sto più. Non è possibile espletare l’incarico di consigliere comunale in queste condizioni. Non è possibile seminare odio all’interno del palazzo e del consiglio comunale».
«E allora, scusate se alzo i toni, ma non possiamo andare avanti così. Diciamocelo... non possiamo andare avanti così, davvero. Non possiamo ricoprire la nostra missione o il nostro incarico in questa maniera. Sta venendo meno ogni condizione di rispetto. Io questo, signori, non lo posso più consentire, non come presidente del consiglio, ma come colui che, insieme ad altri 19 colleghi, ha avuto un mandato. Io non ci sto più perchè in queste condizioni non sono sereno per ricoprire il mio ruolo».
«E vi posso garantire che, accanto a me, molti funzionari del comune, molti dipendenti del comune: c’è un’aria di terrorismo. C’è un aria che molti colleghi respirano quasi persecutoria. Dobbiamo assolutamente invertire la tendenza tutti, opposizione e maggioranza».
«Guardate è un appello che io rivolgo davvero, non come presidente dell’assise che ha molteplici difficoltà a gestire le sedute». «Concludo dicendo: vi invito tutti, ed è un invito che rivolgo a voi e anche a me stesso, ad iniziare da stasera a discutere, confrontarci sui temi che interessano la gente, ma smettiamola con la mancanza di rispetto delle posizioni, dei ruoli, ma soprattutto nel rispetto umano. Perchè non stiamo sicuramente, me per primo, facendo bene quello per cui gli elettori ci hanno dato il mandato».
«Spero che già da stasera tutti quanti noi, me per primo, cerchiamo di avere un comportamento più consono all’incarico e al mandato elettorale che ognuno di noi ha ricevuto. Grazie».
RISSA IN COMMISSIONE
Insomma, Matteo Colamussi denuncia una situazione che ha toccato una soglia critica, e chi ha la pazienza di seguire i consiglio comunali o la vita politica a Rutigliano, ne sa qualcosa.
RISSA IN COMMISSIONE
Insomma, Matteo Colamussi denuncia una situazione che ha toccato una soglia critica, e chi ha la pazienza di seguire i consiglio comunali o la vita politica a Rutigliano, ne sa qualcosa.
Non c’è seduta consiliare che non veda un alterco, uno scontro, spesso una rissa.
Forse la goccia che ha fatto traboccare il classico bicchiere è stata la rissa, appunto, avvenuta qualche giorno fa in una commissione consiliare tra maggioranza e minoranza.
Il forte alterco è avvenuto tra Vittorio Berardi e Pasquale Dell’Edera, consigliere dell’MPA. Il casus belli è stato il diniego della maggioranza alla richiesta fatta dalla minoranza di mettere a verbale il disinteresse dell’amministrazione verso il GAL (gruppi di azione locale), strumento di iniziativa regionale che stanzia delle risorse finanziarie ai comuni che presentano progetti su recupero rurale, attività produttive e turismo. Uno scontro a causa del quale Berardi si è sentito male a tal punto da ricorrere all'ospedale.
Il clima politico, dunque, è teso; la fiamma dell’agone politico è al color bianco, perchè? Qual’è il problema.
Certo tra opposti schieramenti è normale una certa dialettica, anche un certo livello di scontro. Ma qui siamo oltre se le parole dette dal presidente del consiglio hanno un senso e sono vere.
Forse il motivo è da ricercare in una maggioranza che si sente costantemente assediata, col fiato sul collo, controllata da una minoranza che non le riconosce autorità o autirevolezza politica per tutte le vicende elettorali che sappiamo.
In un modo o nell’altro, la speranza è che l’appello lanciato dallo scranno più alto dell’aula consiliare venga colto da tutte e due parti.
Segue la cronaca del consiglio
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ei..ma è vera la storia della villa sequestrata in via ...
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Commenti
ti sbagli Sophie, l'assessora alla trasparenza (sic) invece è utilissima a questa amministrazione e fa bene la sua parte: SILENZIO ASSOLUTO.
è stata SCELTA per QUESTO.!
Rutigliano è stanca di rimmeterci per colpa di questi litigi da comeare.
Riguardatevi la registrazione del primo Consiglio Comunale...
Siate più trasparenti nell'azione amministrativa e mettete nelle condizioni coloro che non possono seguire i lavori del Consiglio di poter essere informati sulle decisioni prese, comprensive delle motivazioni e del relativo sviluppo operativo delle stesse.
Non chiudetevi nelle stanze e non dimenticate che siete lì per rendere un servizio a tutta la cittadinanza, di destra e di sinistra (se esistono ancora), perchè la campagna elettorale è finita da tempo.
Vedrete che l'atmosfera e l'ambiente che vi circonda come per magìa cambierà.
Buon lavoro e Buon Natale