Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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VENDOLA VINCE ANCHE A RUTIGLIANO CON L’82,4 %

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Il popolo del centrosinistra, o perlomeno quello che si e recato al seggio, non si è smentito rispetto alla primarie di cinque anni fa tra Vendola e lo stesso Boccia.
A Rutigliano è stato un plebiscito più che altrove.

Votanti 536, 1 scheda annullata. Nichi Vendola 455 voti, Francesco Boccia 80 voti.
Vendola vince con l’82,4 % dei consensi. Una percentuale inferiore rispetto a cinque anni fa che lo vide al 90 % o forse più, ma ugualmente ragguardevole, che non lascia dubbi di nessun genere.

Nel resto della Puglia i numeri sono altrettanto eloquenti: 200.000 votanti con il scheda_primariepresidente uscente che si attesta al 73 %.

Checché se ne dica, le primarie hanno dimostrato di essere un grande strumento di partecipazione democratica dei cittadini alle scelte politiche dei partiti. Hanno tirato fuori per i capelli un centrosinistra in Puglia pericolosamente impantanato nello scontro sulle candidature.

«I pugliesi si sono espressi e i numeri sono evidenti, non lasciano spazio ad interpretazioni, toccherà ora al presidente Vendola fare tutti gli sforzi possibili per costruire una coalizione che noi del Pd continuiamo a chiamare alternativa» è stato il commento a caldo dello sfidante sconfitto.
«Da domani mattina - ha aggiunto Francesco Boccia - questo dovrà essere l'impegno di tutte le forze politiche che hanno a cuore questa prospettiva. Per quanto mi riguarda, io sono convinto che tutti i partiti lavoreranno in questa direzione. Al presidente Vendola l'onere di costruire una alternativa che a mio avviso resta l'unica speranza che abbiamo per sconfiggere il centrodestra non solo in Puglia ma anche in Italia nei prossimi anni».

Michele Emiliano, che pure -con la sua candidatura- si era aspramente scontrato con Vendola qualche settimana fa, ha messo da parte, almeno per il momento, ogni rancore. «Nichi Vendola ha meritatamente vinto le primarie -ha detto il sindaco di Bari- impartendo al nostro partito, e non a Francesco Boccia, una dura lezione che non può più essere ignorata. Anche la più razionale delle strategie politiche non può essere calata dall'alto e non può essere attuata ignorando i sentimenti di rispetto e di affetto delle persone nei confronti di quei pochi politici che nel bene e nel male sono sintonizzati con il senso comune»

«Questa è la lezione -aggiunge ancora Emiliano- che tutto il Pd deve apprendere e trasformare nello spirito col quale affrontare la prossima campagna elettorale. Possiamo vincere. Possiamo vincere perchè adesso, grazie alle primarie che abbiamo fortemente voluto, abbiamo un unico candidato, forte e legittimato».
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