Venerdì 17 Settembre 2021
   
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Mafia e discarica: il silenzio della politica e del tuttologo rutiglianese

La copertina della nostra inchiesta scottante

Venerdì 16 gennaio 2015 si è svolta presso il Tribunale di Bari l’udienza preliminare per verificare la fondatezza delle accuse mosse dalla Procura di Bari nei confronti di 11 indagati e delle ditte Progetto Gestione Bacino Bari 5 e Lombardi Ecologia e, nel caso, avviare il procedimento per i numerosi e rilevanti reati ambientali, tra i quali il disastro ambientale, commessi nella costruzione e gestione delle discariche presenti in contrada Martucci a Conversano, a servizio dei comuni ex Ato BA/5, tra cui anche Rutigliano. Mola e Conversano hanno chiesto a Lombardi 100 milioni di € di danni per disastro ambientale e inquinamento delle falde acquifere, che attraversano anche il territorio rutiglianese.

In occasione di questo importante passaggio della vicenda processuale – dichiara Antonella Berlen di Legambiente Mola – le organizzazioni ambientaliste Associazione Chiudiamo la Discarica Martucci, Legambiente Mola, Comitato Riprendiamoci il Futuro e WWF Conversano ritengono di fondamentale importanza una grande mobilitazione della società civile che imprima una svolta alla vicenda affinché:

1) La vicenda processuale abbia sviluppi in tempi tali da evitare i concreti rischi di prescrizione dei reati, vanificando il lavoro sin qui svolto dalla Procura della Repubblica di Bari.

2) Il Comitato istituito dalla Regione per la valutazione dello stato ambientale e del risanamento dell’area Vasta in contrada Martucci (la cui attività avrebbe dovuto concludersi entro 6 mesi dall’avvio nel novembre del 2013) svolga celermente tutte le indagini ambientali, che sono state faticosamente predisposte in più di un anno di attività. Da questo punto di vista è di grande importanza l’attività di coordinamento che deve svolgere il Comune di Mola, che al momento risulta invece molto rallentata, se non del tutto bloccata, visto che non risulta concretamente avviate le analisi delle acque dei pozzi individuati, che avrebbero dovuto partire il 9/12/2014.

3) Al fine di supportare adeguatamente l’azione della Magistratura, si costituiscano parte civile nel processo tutte le organizzazioni interessate ed in particolare almeno: i 21 comuni dell'ex ATO BA/5 tra cui Rutigliano, Casamassima, Polignano a Mare, Conversano, Mola, la Regione Puglia, l’ATO Bari, l’ARO BA/8, la Città Metropolitana di Bari, i partiti politici, le organizzazioni delle categorie produttive dell’agricoltura e del commercio ed i sindacati. A tal proposito si ritiene positivo che i comuni di Mola e Conversano abbiano approvato gli atti amministrativi per la costituzione di parte civile e si segnala che le stesse associazioni ambientaliste firmatarie di questo comunicato si stanno muovendo in tal senso. Le organizzazioni ambientaliste – annuncia la Berlen – organizzeranno un presidio presso il Tribunale di Bari in occasione dell’udienza del 16 gennaio ed altre iniziative di sensibilizzazione e mobilitazione della popolazione”.

Gli indagati. Le accuse sono pesanti: falso ideologico, omissione di atti di ufficio, truffa, frode in pubbliche forniture, gestione di rifiuti non autorizzata e disastro ambientale. Sotto accusa sono: gli imprenditori Rocco e Paolo Lombardi, titolari della società Lombardi Ecologia Srl proprietaria della discarica di contrada Martucci; Carmine Carella, direttore dei lavori della discarica; Angelo Vito Antonio Procaccio, capo impianto; Giancarlo Florio, ingegnere responsabile del cantiere; Francesco Bitetto, Antonio De Risi e Romano Donno, componenti della commissione di collaudo regionale che avrebbero omesso i controlli; Antonio Albanese, amministratore della "Progetto gestione bacino Bari 5" che gestisce l’impianto; Saverio Misceo, direttore tecnico del consorzio Gestioni ambientali ed Enrico Tatò, responsabile del cantiere per la ditta Lombardi Ecologia. Purtroppo, il processo va incontro alla prescrizione.

La nostra inchiesta e le relazioni con la mafia. Le falde inquinate. Ricordiamo che il giorno 1 luglio 2014 la Procura di Bari ha confermato quanto da noi denunciato nell’inchiesta “Mafia e Rifiuti”, in cui si parla di cattiva gestione della discarica da parte della Lombardi. E, secondo la nostra inchiesta, ci sarebbero anche relazioni con la mafia guidata da un potente clan di Bari. La Procura del capoluogo gettava ombre ancora più inquietanti sulla salute pubblica: la discarica di Contrada Martucci, secondo la Procura, ha inquinato la falda acquifera (che finisce anche sulle nostre coste e si trova nel sottosuolo dei nostri terreni). I metalli pesanti sono finiti sui campi e dunque sulle tavole di mezza Italia, come dimostrava la nostra inchiesta sulla ditta “Filom” che coltivava uva su quei terreni. I carabinieri del Noe, su disposizione della procura di Bari, hanno sequestrato i pozzi Laera, P2 e Fillom Valle, in prossimità delle vasche di soccorso di contrada Martucci (dove risiede la discarica). Ferro, manganese e piombo, questi i materiali ritrovati nei pozzi.

"Le analisi – spiegavano l’anno scorso gli investigatori - hanno evidenziato il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione per quanto riguarda il ferro, il manganese ed il piombo". Sussiste "un concreto ed attuale pericolo di contaminazione delle falde acquifere e dei terreni coltivati che ivi insistono".

“È stata riscontrata anche - continuano - un'elevata presenza di nitrati non dipendenti dall'agricoltura, ma di origine antropica avuto riguardo al percolato (di cui si parla nella nostra inchiesta, ndr) proveniente dalla discarica per l'ossidazione delle elevate concentrazioni di ammoniaca". 

La politica e il tuttologo rutiglianese tacciono. Polignano, Conversano e Mola si sono costituite parte offesa. Peccato che invece alla politica rutiglianese non sembra interessare affatto la faccenda, benché lì dentro ci siano anche i nostri rifiuti, e nonostante questa minacci anche la nostra salute, dato che è ai confini con le nostre campagne. Spiace notare come qualche buon vecchio opinionista e da sempre tuttologo, così loquace ai microfoni, anche pseudo esperto di ambiente, abbia letteralmente messo il silenziatore. Curioso!

RILEGGI LA NOSTRA INCHIESTA SU MAFIA E RIFIUTI: Per tornare sulla vicenda, vi consigliamo di rileggere la nostra inchiesta su “Mafia e Rifiuti” del novembre 2012, che ha dato il via alle indagini, cliccando sul seguente link www.polignanoweb.it/attualita/2757-inchiesta-lombardi-traffico-di-rifiuti.html

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