Mercoledì 02 Dicembre 2020
   
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CLASSI CLASSISTE

Sono una ragazza di 25 anni, sono nata e cresciuta a Rutigliano fino al liceo, dopo di che mi son trasferita a Roma dove frequento l’università.Ho un buon ricordo del liceo, per me quelli son stati anni magici, gli anni della spensieratezza,delle gradi amicizie, delle prime ribellioni e delusioni,gli anni della formazione e sono molto legato ai miei compagni e ai miei professori.Ed è per questo che appena posso vado a trovarli, mi fa piacere mantenere i loro contatti. é cosi ho fatto qualche settimana fa, mi sono diretta nella mia vecchia scuola e qui ho notato una folla di ragazzini in trepidazione, ho chiesto che aspettavano e loro mi hanno risposto che stavano per uscire i “quadri” con le composizioni delle classi: ai miei tempi le classe erano poche, e quindi io non avevo mai provato quel tipo d’ansia però ero contenta per loro perché assaporavo le prime emozioni da liceali. Cosi dopo aver fatto la mia visita ai miei adorati professori,e la mia attenzione è stata rapita da un ragazzino che piangeva,un po spaventata e anche incuriosita gli ho chiesto che succedeva e lui mi ha risposto che era stato inserito in una classe in cui non conosceva nessuno e soprattutto che tale classe era costituita solo da ragazzi di altri paesi mentre lui era di Rutigliano, io sono rimasta un po perplessa perché ai miei tempi le classe erano miste, c’erano ragazzi di Rutigliano e dei paesi limitrofi con i quali io ancora oggi ho dei bellissimi rapporti.

Il ragazzino ha continuato dicendo che aveva fatto una legittima richiesta di poter frequentare con un suo compagno delle scuole medie inferiori e che non era stato accontentato mentre ad altri suoi conoscenti Questa richiesta era stata accettata.

Il mio stranimento avanzava: un preside sa quanto sia importante il primo impatto con una nuova scuola e sa anche Quanto possa incidere nell’inserimento del ragazzino nella vita di classe avere già un amico e allora perché alcuni ragazzini erano stati accontentati e altri no?Nel frattempo si era avvicinata al ragazzo in questione la mamma che era andata a chiedere nell’istituto spiegazioni circa i criteri per la formazione delle classi e le era stato risposto che gli alunni erano stati sorteggiati e per una strana coincidenza tutti i non rutiglianesi erano da una parte e i rutiglianesi erano dall’altra, nn solo la donna mi ha invitato ad andare a guardare le classi e in particolare mi ha sottolineato i cognomi illustri del nostro paese che erano stati inseriti tutti in un'unica classe, ma non era stato fatto il sorteggio?e le classi, ,secondo i più saldi principi psico pedagogici nn dovrebbero essere ,in piccolo, uno spaccato della società?

ho chiesto alla signora di parlare chiaramente e lei mi ha raccontato che nei mesi estivi la segreteria era stata tartassata di chiamate e visite di genitori in preda a crisi d’ansia che chiedevano che i lori figli andassero in una classe piuttosto che in un'altra, con un cognome illustre piuttosto che uno meno illustre, con un professore qualificato piuttosto che con un meno qualificato. Il preside ha accontentato chi poteva anzi chi VOLEVA.

La mia riflessione è venuta spontanea come è possibile che tra ragazzini di 14 e 15 anni vengano fatte queste discriminazioni, e come è possibile che un genitore che rappresenta l’educatore per eccellenza si faccia promotore di questa forma di “razzismo” e che l’istituzione scuola appoggi e si renda complice di questa differenziazione.

Io ricordo il mio primo giorno di scuola perfettamente ero invasa da un turbinio di emozioni, la gioia e la sicurezza di poter continuare il mio percorso formativo con alcuni miei compagni e la curiosità e la voglia di conoscere altre persone. Può un genitore , solo perché guidato dall’accanimento di controllare tutto, privare il proprio figlio di queste emozioni, può invadere cosi tanto la vita del loro bambino fino al punto di decidere quali devono essere i”giusti”compagni con cui confrontarsi e scontrarsi, compromettendo cosi il suo percorso di maturazione e può un professore, nonostante sappia quanto sia importante per un adolescente rapportarsi con coetanei dal bagaglio educativo culturale e sociale diverso , creare delle classi con questi criteri classisti?

Non so come sia andata a finire la vicenda di quel ragazzino sono andata via sconcertata e delusa perché i tempi cambiano, avanza la tecnologia ma si perdono i valori,si perde il rispetto per le persone. Sento spesso dire che i giovani di oggi sono sopraffatti dall’esteriorità e dall’apparenza è vero, ma ci siamo mai chiesti chi insegna a questi ragazzini la scala dei valori?credo che questo episodio che ho vissuto possa dare una risposta.

Il mio è solo un invito alla riflessione per tutti, genitori, educatori di qualsiasi tipo e figli e sicuramente non è mia intenzione fare di tutta l’erba un fascio.

M.P.

Commenti  

 
#11 Michele Didonna 2009-10-09 19:57
Spiego subito. Si è fatto in modo che i ragazzi con una votazione di fascia alta, di fascia media e di fascia fossero distribuiti uniformemente su tutte le classi. Si è fatto in modo che non ci fossero classi con prevalenza di uno o dell'altro sesso, e si è fatto in modo che non ci fossero classi di soli rutiglianesi e classi di molti pendolari. Durante l'estato ho ricevuto almeno 30 contatti di famiglie preoccupate per le sorti dei loro figli.... e non ti nascondo che ho avvertito subito il problema (probabilmente negli anni passati ci sono stati fenomeni di classismo, non lo nego ma non lo posso affremare); ebbene non ho ricevuto lamentele sulla formazione delle classi. Inoltre il Preside è stato molto abile a mescolare anche i docenti sulle classi. Almeno per questo anno posso dire, come genitore, che sono state fatte le cose per bene.
 
 
#10 .... 2009-10-09 18:42
... con criteri di omogeneità di voto(che significa?), sesso e provenienza. DETTO COSì SEMBRA DI ESSERE TORNATI ALL'EPOCA DI MUSSOLINI! .... si più specifico per favore! ..... SPIEGA!
 
 
#9 Michele Didonna 2009-10-09 12:40
Sono il presidente del Consiglio di Istituto del Liceo, ex studente dello stesso liceo, e invito tutti a confrontarsi direttamente con i fatti. Quest'anno il Preside, seguendo le indicazioni del Consiglio di Istituto, ha formato le 4 classi del classi con criteri di omogeneità di voto, sesso e provenienza. Fermo restando questi criteri, sono state analizate le richieste di preferenza. Dopo la pubblicaizone degli elenchi, la scuola è stata disponibile a recepire ulteriori richieste di modifica; tali richieste sono state soddisfatte garantendo sempre i suddetti criteri. Non confondete l'emozione (sacrosanta) delle famiglie con fatti che non esistono. Saluto tutti.
 
 
#8 ex liceale 2009-10-09 03:26
salve. io ho frequentato il liceo fino a qualche anno fa, ed il problema c'era e c'è tutt'ora. Però ciò su cui mi soffermerei nn è la distinzione in base a vip e nn vip, piuttosto alla divisione in base ai voti. Spesso si crea la classe degli "ottimo" e quella dei "buono". Penso che ciò sia innanzitutto sfavorevole per quei "buono" che in realtà valgono ottimo ed è ancora più sfavorevole per quei due o tre elementi da "buono" che vengono inseriti nella classe degli "ottimo": così facendo, si sentiranno incapaci, e nn diciamo cavolate del tipo: così vengono stimolati a far meglio, perchè non è così,o almeno nn lo è per tutti.
e sempre a propostio di classismo, vogliamo parlare di quei professori che ritenendo una classa migliore di un altra, adottano modi di comportamento differenti? o prediligano nei pon, nei progetti i propri alunni scartando gli altri? è un discorso molto vasto da affrontare ma spero che prima o poi questii problemi si risolvano, almeno in parte
 
 
#7 idrossidodisodio 2009-10-06 18:44
Ho frequentato il liceo pseudoscientifico di Rutigliano qualche decennio addietro, ed anche a quei tempi c'erano due sezioni. Non ho mai creduto che la suddivisione delle due classi fosse stata fatta discriminando ragazzi appartenenti a famiglie VIP e ragazzi apaprtenenti a famiglie meno VIP, tuttavia di sicuro la sezione A aveva una reputazione di gran lunga migliore rispetto alla B, sia dal punto di vista disciplinare che del merito scolastico. Finito il liceo pseudoscientifico mi sono iscitto all'università, così come la maggior parte dei miei compagni di classe e così come la maggior parte dei ragazzi dell'altra sezione. Oggi, a distanza di anni mi accorgo che dalla classe con la reputazione peggiore sono venuti fuori Architetti, Dottori Commercialisti, Ingegneri, Informatici (uno particolarmente in gamba), Dottori in Lingue, mentre dall'altra classe, quella con la reputazione migliore, non è venuto fuori quasi un cazzo di niente. Quello che voglio dire è che la vita, più che le classi, più che le furbate, più che le suqallide zuffe per accaparrarsi la sezione migliore per il prorpio figlio, decide chi merita e chi no!
 
 
#6 paolo 2009-10-06 18:00
questo è un caso x Super Nicastrus 8)...gianni pensaci tu! :P;-)
 
 
#5 Gianni Nicastro 2009-10-06 16:45
Non è il caso di pubblicare i nomi delle classi in questione, anche solo il cognome (avendo specificato le categorie professionali sarebbe facile risalire all'identità).
"rutiglianoweb" ha messo incantiere un approfondimento delle questioni sollevate dalle due lettere.
 
 
#4 paolo 2009-10-06 15:42
chiedo alla redazione se posso pubblicare l'elenco degli studenti appartenenti alle sezioni A e B (le uniche due) del liceo scientifico di Rutigliano del mio anno, riportandone solo il cognome. Vi assicuro che sarà sufficiente leggere i cognomi VIP della sezione A e quelli NIP della sezione B, per avere evidenza del fenomeno. Non sarà nemmeno difficile individuare dai cognomi le famiglie VIP della sezione A (dottori, commercianti, politici, professori, costruttori, tutti noti rutiglianesi). Sarà purtroppo difficile individuare le famiglie NIP della sezione B ( sia perchè guarda caso solo nella sezione B c'erano non rutiglianesi, sia perchè tutti figli di ignoti contadini (non proprietari), disoccupati, casalinghe rutiglianesi e non). Che tristezza.
 
 
#3 unox 2009-10-02 18:04
bravi bravi .... continuate così! .... così non si fà altro che confermare ancora una volta l'ignoranza della comunità rutiglianese! ..... propongo un'altra cosa .... visto che i quadri delle classi sono pubblici, perchè non pubblicizzarli su RUTIGLIANOWEB?? .... e poi perchè le domande che pone la ragazza nell'articolo non vengono rivolte direttamente al preside della squola in questione?? ..... si può avere un'intervista dove risponda (con prove alla mano) ai dubbi sollevati nell'articolo?? .... PER QUANTO RIGUARDA IL PROBLEMA DEI COGNOMI ILLUSTRI LA DOVREMMO FINIRE CON QUESTA STORIA E DENUNCIARNE VOLTA PER VOLTA I SOPPRUSI! .... LA SOCIETA' CAMBIA! CAMBIAMO ANCHE NOI!
 
 
#2 Sfiduciata 2009-10-01 13:40
Sono quasi tua coetanea e sono solo in parte daccordo con quello che hai scritto.Anche io ho frequentato il liceo a rutigliano, e la situazione è rimasta sempre la stessa,come in tutte le altre scuole.Ai miei tempi la classe di eccellenza era la A,tutti volevano andare lì,ogni anno era una gara continua.quindi le cose non sono cambiate per niente.
Sono daccordo quando dici che sono cambiati i valori dei ragazzi,ma la colpa è anche dei cambiamenti che la società sta attraversando.
Saluti.
 
 
#1 visitatore 2009-10-01 10:30
Io non mi meraviglio affatto. Le lotte per le "classi giuste" le ho viste fin dalle scuole elementari, dove ci si accapiglia perché il proprio figlio vada nella classe di "quella maestra", invece di un'altra. Provate a leggere i cognomi di alcune classi delle scuole elementari e vi accorgerete che il "classismo" comincia di lì e i bambini, veri protagonisti, non c'entrano nulla. la scuola è davvero uno spaccato della società, e questa non è una considerazione "bella"
 

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